Wydział Teologiczny Uniwersytetu Śląskiego

Oferta WTL UŚ

Nadchodzące wydarzenia

Nie ma nadchodzących wydarzeń

konsultacje - wyjątki

zgłoszone przez pracowników wyjątki w zwykłych terminach konsultacji: brak zgłoszeń

zajęcia dydaktyczne - zmiany/wyjątki

zgłoszone przez pracowników zmiany/wyjątki w zwykłych terminach zajęć dydaktycznych: brak zgłoszeń

ŚLĄSKIE STUDIA HISTORYCZNO-TEOLOGICZNE



1173 opisów(-y)

szukane wyrażenie (1)

zakres wyszukiwania (1)

szukane wyrażenie (2)

zakres wyszukiwania (2)

sortowanie


ilość opisów na stronie

 


wyświetl listy
[kliknięcie na pozycję z danej listy spowoduje wyszukanie odpowiadających jej opisów]:

⇒ autorów

⇒ słów kluczowych


szukane wyrażenie: "Gość Niedzielny" | znaleziono 5 opisów(-y) | strona: 1 spośród: 1



autor: Kosiński, S.

tytuł: August Hlond na Śląsku. W 60. rocznicę erygowania diecezji katowickiej

Śląskie Studia Historyczno-Teologiczne 18 (1985) 7-25

pełny tekst artykułu      spis treści rocznika

słowa kluczowe:

pokaż / ukryj streszczenie (show/hide abstract)

HLOND NELLA SLESIA
II presente articolo e' una versione ampliata di una conferenza tenuta il 23 maggio 1985 nella chiesa di Maria Ssma a Katowice all'occasione del 60° anniversario della nomina di don Agosto Hlond alla dignita' del primo vescovo della diocesi Katowice. Codesta diocesi fu eretta dal papa Pio XI con bolla Vixdwn Poloniae unitas del 28 ottobre 1925. L'articolo presenta l'attivita' di don Hlond nella Slesia Polacca prima da l'amministratore apostolico, poi da vescovo di Katowice. La parte prima dell'art. tratta dell'origine della Delegazione Vescovile nella Slesia Alta e del suo primo pastore don Giovanni Kapica, nominato delegato del card. Adolf Bertram, il vescovo di Wrocław coi poteri del vicario generale per il territorio polacco. Siccome quella Delegazione non godeva dei un riconoscimento da parte della popolazione polacca, Pio XI ha creato per la Slesia Alta una amministrazione apostolica indipendente dalla Arcidiocesi di Wrocław. Quale suo primo amministratore Pio XI nomino' don A. Hlond, fin ad allora provinciale dei salesiani della Provincia austro-ungherese-tedesca con la sede a Vienna. Questa nomina a sorpresa fu di iniziativa personale del papa Pio XI, benché' don Hlond stesso suggeriva al papa la necessita' di creare quella unita'ecclesiastica quale indipendente da Wrocław. A questo scopo don Hlond si reco a Roma e il 7 novembre 1922 fu ricevuto dal papa in udienza privata e nominato amministratore apostolico. Alcuni giorni piu' tardi, il 11 novembre dello stesso anno il papa nomino' don Hlond protonotario apostolico ad instar participantium. L'ingresso alla chiesa di Maria Ssma a Katowice ebbe luogo il 17 dicembre dello stesso anno con larga partecipazione del fedeli. La parte seconda dell'articolo tratta del processo di organizzazione dell'amministrazione apostolica nella Slesia polacca. Quale primo atto ufficiale di Mons. Hlond era Edmund Dalbor. Gli inizi del lavoro del nuovo Amministratore Apostolico della Slesia erano assai difficili, sia per la mancanza dei mezzi materiali sufficienti sia per la mancanza dei collaboratori adeguati. Quella fu l'organizzazione di tutto cominciando dalla base. Per prima il mons. Hlond organizzo' la Curia Vescovile, quindi creoTorgano ufficiale della Curia "Rozporządzenia Administracji Apostolskiej" (Disposizioni dell'Amministrazione Apostolica), di cui iJ primo numero apparve il 6 maggio 1923. Gia'il 5 gennaio dello stesso anno il mons. Hlond nomino'il Concilio diocesano costituito da 11 membri — sacerdoti con don Giovanni Kapica a capo. Il 1 febbraio creo'la Corte della prima instanza. Quindi divise i decanati troppo grandi e ne creo'di piu'meno estesi. Eresse pure nuove parocchie. Comincio'la costruzione della nuova cattedrale a Katowice. Curo' i lavori della costruzione del nuovo edificio per la Curia vescovile e del Seminario diocesano a Cracovia. A. Hlond dedico'pure gli sforze per la costruzione della casa per gli esercizi spirituali. La parte terza del articolo e'dedicata alle attivita' diocesane dell'Amministratore Apostolico della Slesia Polacca. Quale questione della prima importanza il mons. Hlond intendeva il Seminario diocesano per i candidati al sacerdozio per la diocesi, di cui primo rettore nomino' don Wawrzyniec Pucher. Nel 1923 grazie all'iniziativa di don Teofil Bromboszcz e'stata creata "La Societa'Scientifica dei Sacerdoti della Silesia", e poi "Circolo Omiletico" e "L'opera delle vocazioni". Nello stesso 1923 A. Hlond fondo' il settimanale per le famiglie cattoliche "Gość Niedzielny" (L'ospite della domenica). L'anno dopo (1924) fondo' la Lega Cattolica (Liga Katolicka). Egli organizzava dei Convegni Cattolici e pellegrinaggi a Chiaro Monte di Częstochowa. Nel 1925 riusci' ultimare passi per la coronazione dell'Immagine miracolosa di Maria Ssma a Piekary Śląskie. La coronazione fu eseguita dal Nunzio Apostolico in Polonia mons. Lorenzo Lauri. Lo stesso anno egli stette a capo del pellegrinaggio diocesano a Roma organizzato da don Józef Gawlina. Il mons. Hlond sviluppo' anche le attivita' caritative e sociali. Il 27 luglio 1924 egli diede vita al Segretario della Beneficenza Diocesana "Caritas" e in seguito al Comitato di Soccorso Silesiano. Egli fondo' inoltre la Lega Antialcoolica per il ricupero delle vittime delle bevande alcooliché. Combatteva la miseria a la disoccupazione nella Slesia. Emise numerose lettere pastorali e appelli di circostanza. Don. A. Hlond prendeva attivamente parte alla vita della Chiesa della Polonia. Nel 1924 partecipo' al Convegno di unita'delle Chiese a Velehrad da parte dell'Episcopato polacco. Ebbe diversi incarichi nell'Episcopato. Tra l'altro era membro della Commissione Pontificia. Partecipo' ai Convegni cattolici. D'altro canto continuava a partecipare attivamente alla vita salesiana. Nel 1923 partecipo' alla Riunione degli Exalievi salesiani a Oświęcim nel 25° Anniversario della venuta dei Salesiani di Don Bosco in Polonia. Nel 1925 prese parte al Congresso Missionario Giovanile a Oświęcim e nel 1926 nel Congresso Missionario Salesiano a Łódź. A Katowice ospitava numerosi prelati della Chiesa tra cui il card. Giovanni Cagliero e il card. Louis Dubois. Come vertice dell'attivita'molteplice ed intensa di don Hlond fu la fondazione da Pio XI il 14 dicembre 1925 della diocesi di Katowice e la chiamata l'amministratore apostolico fin ad allora quale suo primo vescovo. La consacrazione al vescovo gli e'stata conferita dal card. Al. Kakowski il 3 gennaio 1926. Il 22 dello stesso mese il vescovo Hlond fondo' il Capitolo cattedrale. Circa 6 mesi dopo il papa Pio XI lo chiamo' alla sede arcivescovile di Gniezno e di Poznań. Quale primate e poi anche cardinale, Hlond si interessava vivamente della vita cattolica della Slesia Alta, visitando non di rado la diocesi gia' sua. La parte quarta tratta delle difficolta' che il mons. Hlond incontrava da parte della popolazione tedesca. Nonostande tutte le difficolta' il vescovo si dimostro' tenace e pieno di vivo ottimismo. Sia gli sacerdoti che i fedeli egli li seppe conquistare grazie alla sua innata bonta', benevolenza, delicatezza ed entusiasmo. Facendo bilancio dell'attivita' del mons. Hlond nella Slesia, l'articolo le riconosce indiscutibilmente positivo. I meriti di mons. Hlond nella formazione della vita religiosa ed ecclesiale e nell'organizzazione dell'amministrazione apostolica nella Slesia Alta sono pietra miliare nella storia della religione cattolica di quella parte della Polonia.



autor: Pisarek, S.

tytuł: Hypomoné w Nowym Testamencie. Stan badań

Śląskie Studia Historyczno-Teologiczne 14 (1981) 299-312

pełny tekst artykułu      spis treści rocznika

słowa kluczowe:

pokaż / ukryj streszczenie (show/hide abstract)

HYPOMONÉ IM NEUEN TESTAMENT STAND DER FORSCHUNG
Die Exegeten (A. Jankowski OSB, S. Lyonnet SJ, E. Pax OFM, C. Spicq OP) haben die Idee, die in der Originalsprache des Neuen Testaments durch das Substantiv hypomonë und durch das Verb hypomënein wiedergegeben wird, als Schlüsselbegriff anerkannt. Seine genauere Erforschung ist von grosser Bedeutung für die Bereiche der Ethik und der Moraltheologie des Neuen Testaments. In Rom wurden in der letzten Zeit zwei Dissertationen zum Thema hypomonë abgefasst (P. Pius Goicoechea Mendizábal OFM, De conceptu "hypomonë" apud sanctum Paulum, Romae 1965, ss. XVI + 112; Pedro Ortiz Valdivieso SJ, Hypomone en el Nuevo Testamento, Bogota 1969, ss. 208). Beide sind jedoch nicht voll befriedigend; die erste betrifft nur die Schriften des heiligen Paulus; in der zweiten wird der "Sitz im Leben" dieses Begriffes nicht ausreichend berücksichtigt. Die Forschung über die hypomone hat am Anfang dieses Jahrhunderts begonnen mit dem Studium von P. de Guibert, Sur l'emploi d'Elpis et de ses synonymes dans le Nouveau Testament, RSR 4 (1913) 565-569. Weiter waren die Artikel von W. Meikle (1920), C. Spicq OP (1930), A. M. Festugiere (1931), Th. Deman OP (1932), D. Lang- Hinrichsen (1951). In den genannten Aufsätzen wird die biblische hypomone mit der hypomone der Griechen und Römer, mit der Geduld bei den Kirchenvätern (Irenäus, Tertulian, Cyprian, Augustinus) und mit der Hoffnung bei Thomas von Aquin konfrontiert. Die Texte des Heiligen Irenäus über die Geduld wurden von H. Urs von Balthasar präsentiert (1956). Über die hypomone haben auch: J. Gihlet (1955) und K. Wennemer SJ (1963) geschrieben. Dem letzten verdanken wir die folgende Definition der hypomone: Sie ist die geduldige Ausdauer respektive die Standhaftigkeit (der Widerstand in Leiden und Prüfungen), die ihre Kraft aus der hoffnungsvollen Erwartung auf Gott schöpft.und so beweist, dass sie wahr und bewährt ist. In der hypomone geht es also um die religiöse, existenzielle Grundhaltung des Menschen, in .der er im Vertrauen auf Gott ausharrt. Den Grund für die Definition der hypomone gibt Kol 1,11: Die Ausdauer und Geduld, das beständige Ausharren im Guten bis zu Ende, dank der Kraft Gottes, die uns im Jesus Christus geschenkt wird. Die Motive der hypomone wären: die Vollkommenheit, das ewige Heil, das Beispiel der Geduld der Heiligen des Alten Testaments und Christus selbst. Hypomone bis zum Heroismus ist Liebe. Sehr viel hat in die Forschung über die hypomone der Artikel von F. Hauck (Th WzNT, Band IV, 1943) eingebracht. Er wies auf die Bereiche der Erforschung dieses Begriffes: Hellenismus, Septuaginta, Judaismus, das Alte Testament, das Neue Testament. Demnächst setze ich mich kritisch mit der Arbeit von P. Pius Goicoechea Mendizábal OFM auseinander, die in Antonianum in Rom angefertigt wurde (1965), und nehme auch die bislang erschienenen Rezensionen über dieses Buch in Rücksicht. Es ist der Verdienst von Pater Goicoechea, dass er dieses Thema aufgegriffen hatte, leider gibt er keine neue und originelle Lösungen. Man müsste in analogischer Weise auch andere theologische Begriffe bei heiligem Paulus bearbeiten, um besser den theologischen Gedanken des Völkerapostels kennenzulernen. Ähnlich wie C. Spicq, hat P. Goicoechea den Aspekt der Dynamik und der eschatologischen Spannung in der hypomone und ihre Verbindung mit der Hoffnung hervorgehoben. Die hypomone drückt den Dynamismus und Heroismus des Christen aus. Die Bibliographie von Goicoechea müsste auf den gegenwärtigen Stand gebracht werden und alle grossen, exegetischen Kommentare in der Analyse der Hypomone-Stellen in Neuen Testament (hypomone - 32; hypomenö - 17) berücksichtigen. Die grösste Arbeit über die hypomone stammt bislang von P. Ortiz Valdivieso. Der Bericht über den Stand der Forschung der hypomone hat auch die populären Bearbeitungen des Themas miteinbezogen, weil sie eine wichtige Rolle in der christlichen Belehrung spielen können (M. Pörksen 1964, für die Kranken; eine anonyme Veröffentlichung unter dem Titel "Das Geschenk der Gedult", 1982, 3. Ausgabe). Die Gedult zusammen mit der Ausdauer gehören zu den fundamentalen existenziellen Kategorien und Haltungen, in denen sich das menschliche Dasein verwirklicht. Deswegen schreibt man über sie auch in Zeitschriften für breitere Kreise (H. A. Höntges, in: Christ in der Gegenwart, 1982; S. Pisarek, "Kto wytrwa...", in: Gość Niedzielny 21.III. 1982. Am Ende der Abhandlung wird die Habilitationsschrift über die Hoffnung von K. W. Woschitz besprochen, in der sehr viel Raum der Analyse der hypomone und ihrer Verbindung mit der Elpis (Hoffnung) gegeben wird (1979). Bemerkungen über die Synthese von P. C. Spicq, die er über die hypomone im Jahre 1982 veröffentlichte, schliessen den Bericht.



autor: Pisarek, S.

tytuł: Jezus - Ewangelizator (Łk 8,1)

Śląskie Studia Historyczno-Teologiczne 31 (1998) 93-104

pełny tekst artykułu      spis treści rocznika

słowa kluczowe: teologia biblijnaNowy Testamentchrystologia Nowego TestamentuJezus Chrystustytuły chrystologiczneewangelizatorEwangelia Łukasza

pokaż / ukryj streszczenie (show/hide abstract)

JESUS - THE EVANGELIZER
Summary
The article is the 19lh of the series on Jesus Titles which had been published in "Gość Niedzielny^ weekly magazine since 1994-1996. The previous ones were a popular presentation of the New Testament Christology whilst the 19s article is a scientifically approached summary of the series. It was specially written for the Commemoration Book dedicated to Petr Pokorny who is professor in biblistics at the Department of Protestant Theology at Charles University in Prague (the Czech Republic) to celebrate his 65th birthday in 1998. As the title Jesus - the Evangelizer has not been used in the Bible (althhough it is used even in the Church's official documents) the author puts forward the question - Is the title "Jesus Evangelizer' rooted in the Bible and what are its contents? This title has appeared recently with the new evangelization. John Paul II made a postulate in TMA: To discover Jesus Christ again as the only Redeemer of the world. The basis for it is a pericope about a rejection of Jesus Christ in Nazareth (Luke 4,16-30). From the philological point of view basing on BH, LXX and NT the line leeds from the Hebrew term mebaśer (lti!2tí) throng a Greek substantial form ο εύαγγελιζόμενος (LXX,NT) to the corresponding form evangelizer in medival Latin and the derived from this form neologisms in modern languages, especially in Roman languages up to its presence in Polish theological literature. Polish spelling is "evangelizator' (ewangelizator) but it can not be found in any dictionary of Polish. The author looked for this title in contemporary translations of the Bible and found a term "Głosiciel Ewangelii" (he who preaches the Gospel) as the closest and the most appropriate one.
Analysis of the texts in NT where ò ευαγγελιζόμενος refers to Jesus showed topos of the verb εύαγγελιζειν in the New Testament; philological and exegetical analysis of the texts have been carried out and showed evidence that Jesus was in the function of a subject. The word εύαγγελιζω/εύαγγελι- ζειν is present in 55 places in the New Testament and it is also used 9 times in the context which refers to Jesus's activities: Matt 11,5; Luke 3,14; 4,18; 4,43; 7,22; 8,1; 9,6; 16,16; 20,1. It is used as participium 20 times in the New Testament only in medial and passive form.
The author presents the results of his own research and gives the definition: What is the definition of Jesus - Evangelizer? The most accurate and the shortest answer can be found in Luke 8,1 summarium: Ιησούς διοδεύων κατά πόλιν και κώμην, κηρύσσων και ευαγγελιζόμενος την βασιλειαν τού Θεού which means Jesus constantly on his way (διοδεύων) through towns and villages, proclaiming (κηρύσσων) Good News about the Kingdom of God which has already come. This is what He was sent for. He himself is the Gospel (Mark 1,1). Basing on the original Greek text it is justfied to use the title Ιησούς ο ευαγγελιζόμενος (the evangelizing Jesus) which can be translated into Latin used by the Church as Jesus Evangelizans, so the contemporary version of the title is Jesus - the Evangelizer. The author's bibliography contains 32 items which were used as justification of the subject matter of this paper. Item no 27: Carlo Maria Martini, Głosiciel Ewangelii u św. Łukasza. Medytacje, WAM, Kraków 1993 (Duc in altum - wypłyń na głębię 9); Carlo Maria Martini, He who proclaims the Gospel in the Gospel according to Luke. Meditations, WAM, Cracow 1993 (Due in altum - set out on deep waters 9).



autor: Sarzyński, K.

tytuł: Spór o wyznaniowy charakter szkół Górnego Śląska w dwudziestoleciu międzywojennym na podstawie „Gościa Niedzielnego” w latach 1923–1939

Śląskie Studia Historyczno-Teologiczne 47,2 (2014) 346-360

pełny tekst artykułu      spis treści rocznika

słowa kluczowe: Górny Śląskhistoria Kościoła na ŚląskuGość Niedzielnyszkolnictwowychowanie

pokaż / ukryj streszczenie (show/hide abstract)

The dispute over the religious nature of schools in the Upper Silesia in the interwar period, based on the weekly Gość Niedzielny, published between 1923 and 1939
The author analyzes in an article in a chronological issue of the dispute, which in years 1924-1939.
In the article the author analyzes in chronological order (from 1924 to 1939) the issue of the dispute between catholic weekly magazine “Gość Niedzielny” and the opponents, regarding the education in the Upper Silesia, especially in terms of the elements of Catholic education. One of the consequences of granting autonomy by the Polish Government to the Upper Silesia was allowing the region to organize their education system on different basis than in other areas of the country. While laying foundations for the Polish school the Upper Silesia authorities agreed to demands of the large indigenous catholic population. At the beginning of the process of returning Upper Silesia to Poland, the education system there was organized on similar principles to the church schools. Catholic weekly magazine “Gość Niedzielny” became the propagator of thus defined schools. However, those kind of schools and their distinct character found also numerous opponents grouped within the Polish Teachers’ Union and Reform Camp.



autor: Trąba, M.

tytuł: Doświadczenia śląskie w działalności biskupa częstochowskiego Teodora Kubiny

Śląskie Studia Historyczno-Teologiczne 35,1 (2002) 104-136

pełny tekst artykułu      spis treści rocznika

słowa kluczowe: historia Kościoła w PolsceCzęstochowaKubina, Teodor

pokaż / ukryj streszczenie (show/hide abstract)

LES EXPÉRIENCES SILÉSIENNES DANS L'ACTIVITÉ DE L'ÉVEQUE DE CZĘSTOCHOWA TEODOR KUBINA
Résumé
Monseigneur l'éveque T. Kubina, depuis 1925 le premier éveque de la diocese de Częstochowa, sous plusieurs formes s'engageait dans la vie de Silésie et des Silésiens. Il est né a Świętochłowice et il a été élevé parmi les Silésiens. Durant quelques années le pretre T. Kubina exerçait son magistere dans plusieurs paroisses silésiennes. Son activité pastorale, sociale et nationale, particulierement dans la période des insurrections silésiennes, du plebiscite et des premieres années de l'indépendance, ont fait qu'il est devenu personne tres connue et estimée. Il en témoigne, entre autres, les adieux solonnels que les Silésiens ont organisé au détour des années 1925 et 1926, quand il quittait la Silésie. Déja comme l'éveque de Częstochowa, il entretenait des rapports avec des silésiens: des pretres ainsi que des laiques. Tres souvent il s'en rapportait dans son activité pastorale et sociale aux modeles silésiens. Par exemple, il exploitait de maniere profitable ses expériences quand il créait différentes associations catholiques. Il a tiré profit de ses expériences dans la création les structures diocésiales en Haute-Silésie en 1922 et il les utilisées pendant l'organisation de la nouvelle diocese de Częstochowa. Son expérience du prémier rédacteur en chef de l'hebdomadaire "Gość Niedzielny", il l'utilisait pendant fondation de l'hebdomadaire diocésain "Niedziela". Monsegneur l'éveque T. Kubina a transféré aussi de Silésie a Częstochowa sa devise "Misereor super turbam", dont il a fait son motto d'éveque.



strona: 1 spośród: 1
znaleziono: 5 opisów(-y)